Scultura di vetro Galletto
Dino Martens (1894 – 1970)
Vetreria Artistica Rag. Aureliano Toso, 1954
Misure:
Altezza cm 23,5, cm 20,8 x 11,4
Peso: g 1.169
Stato di conservazione:
intatto.
La piccola scultura di vetro raffigura un galletto in piedi sopra una base emisferica, con la cresta aperta e rivolta indietro e il becco adorno di bargigli; è realizzata con tecnica di soffiatura a canne a filigrana semplice, lattimo, rosso e oro, e particolari in pasta acroma e a foglia d’oro. E’ stata prodotta dalla vetreria Aureliano Toso a partire dal 1954 su disegno di Dino Martens.
Nell’archivio della manifattura la produzione di piccoli galli è documentata a partire dal 1954: il modello n. 6095 di Martens (Cristina Beltrami, Giordana Naccari (a cura di), L’arca di vetro, La collezione di animali di Pierre Rosenberg, Milano, 2021, p. 153, n. [240]) è denominato in archivio: “filigrana semplice – Rooster on base” (M. Heiremans, Vetreria Aureliano Toso, Murano 1938-1968, Berlino, 2016, p. 330, model n. 6096, list 1954). Nel 1956 la vetreria cominciò a produrre altre versioni di galli.
Il confronto con quest’opera ci deriva da una scultura analoga esposta in una mostra recente, dal titolo suggestivo L’Arca di vetro. La collezione di animali di Pierre Rosenberg, che ripercorre la storia del vetro muranese del Novecento, riletta attraverso la vasta e originale realizzazione di animali. In questa rassegna il Galletto conforme al nostro, ma realizzato con tecnica a soffiatura a canne in lattimo e nero, è associato alla produzione del 1954 (Cristina Beltrami, Giordana Naccari (a cura di), L’arca di vetro, La collezione di animali di Pierre Rosenberg, Milano, 2021, p. 153, n. 240).
La storia del Vetro muranese è varia e complessa. Dagli anni Venti del Novecento la tradizione muranese si evolve passando dalla produzione di oggetti d’uso verso quelli decorativi: alcuni vetrai si cimentano nella creazione di figure umane, di opere scultoree e di elementi zoomorfi in miniatura.
La tecnica si affina e porta gli artigiani a escogitare nuove metodologie che permettano di realizzare figure sia soffiate, sia massicce.
È nota una tradizione di Bagatelle già nel corso del XVI secolo e per tutto il XVII secolo – alcuni rari esempi sono conservati nei musei – provenienti dalle wunderkammer come esempi “alla maniera di Venezia”; tra queste figure spiccano le decorazioni plastiche dei lampadari e altre modellate a lanterna.
Solo nel Novecento si arriva però a una vera svolta tecnica e di design: una produzione che ha trovato recentemente una sua valorizzazione con la riscoperta delle opere scultoree prodotte dalle principali vetrerie storiche muranesi, da Ercole Barovier a Martinuzzi e Zecchin, da Flavio Poli e Dino Martens in un susseguirsi di creazioni sempre più articolate.
Tra il 1930 e il 1960 la produzione del “bestiario” di vetro si evolve e si passa dalle forme più semplici degli anni Trenta, a opere più complesse per morfologia e tecnica. Tutto ciò è evidente negli anni Quaranta con Barovier, negli anni Cinquanta con Bianconi, che condivide con Dino Martens la ricerca delle filigrane e della policromia, senza dimenticare le ricerche delle opacità di Archimede Seguso. L’animale di vetro diviene e resta quindi un passaggio obbligato nella produzione artistica muranese, opera di sperimentazione e di ricerca formale, ispirato tanto dalla realtà, quanto dall’inventiva nella sua realizzazione.
In tale contesto si inserisce l’opera di Dino Martens (1894 – 1970) da molti considerato un artista prestato al vetro; nel primo dopoguerra, formatosi all’Accademia di belle arti di Venezia e inizialmente dedito alla pittura, dopo le prime esperienze con il vetro, con la SALIR e con Salviati & C., approda nel 1939 alla manifattura del ragionier Aureliano Toso di cui sarà direttore artistico fino al 1963, sperimentando con la nuova materia effetti coloristici e formali del tutto inediti.
Bibliografia:
- Cristina Beltrami, Giordana Naccari (a cura di), L’arca di vetro, La collezione di animali di Pierre Rosenberg, Milano, 2021, p. 160;
- Marc Heiremans, Vetreria Aureliano Toso, 1938-1968, Arnoldsche Art Publishers.

