La nostra storia

Emanuele: il fondatore

Nel 1860, agli albori dell’unità d’Italia, Emanuele Subert (1830-1888) apre la prima galleria di antiquariato a Milano, in via Monte di Pietà 2: Emanuele Subert Antichità e Belle Arti.
Di origine polacca, si trasferisce a Milano con la famiglia da Trieste, città natale della moglie Elisa Berger (1832-post 1900), dopo aver vissuto per qualche tempo anche a Vienna. Nel volgere di circa vent’anni, apre a Milano diversi altri negozi.
Alcune fonti bibliografiche e documentarie testimoniano di come Emanuele Subert sia stato fornitore di numerosi musei e collezionisti, tra i quali spiccano i nomi di Frederick Stibbert, a Firenze, e del nascente Museo Poldi Pezzoli, della Consulta del Museo Patrio Archeologico e dei fratelli Bagatti Valsecchi, a Milano (Probst 2004). Coerentemente con il mercato dell’epoca, il negozio di Emanuele offre armi, arredi, tessuti antichi, arte sacra, archeologia, gioielli e oreficerie.

Una famiglia di antiquari d’élite

Il figlio Rodolfo Subert (1873-1958), in società con il fratello Carlo, rileva nel 1903 i negozi di via Monte di Pietà e di Galleria Vittorio Emanuele II e ne apre altri due a Bellagio, all’epoca meta di villeggiatura dell’élite internazionale, grazie anche alla presenza del casinò.

Quando Carlo si trasferisce negli Stati Uniti nel 1910, Rodolfo cambia intestazione ai negozi, che si chiameranno: Rodolfo Subert Antichità e Belle Arti.
Dovrebbe essere questo il periodo al quale far risalire la donazione al Museo Teatrale alla Scala di Milano di un libretto d’opera con rilegatura di raso bianco e di una Veduta dell’interno del Teatro di S. Benedetto di Venezia, entrambi del XVIII secolo (ANONIMO 1914).

Rodolfo: fornitore di collezionisti e musei

Come Emanuele, anche Rodolfo è tra i fornitori di collezionisti e musei: nel 1904 il Museo Poldi Pezzoli acquisisce “un libriccino d’ore” parigino (POLDI PEZZOLI 1981) e Frederick Stibbert, un anno prima della sua morte, un elmo; in seguito Giuseppe Gianetti, appassionato conoscitore di maioliche, acquista numerosi oggetti che confluiranno poi nell’omonimo museo a Saronno (Ausenda 1996). Si ha poi notizia anche di alcuni importanti acquisti di vasellame di maiolica effettuati nel 1928 nel negozio di Galleria Vittorio Emanuele; tali oggetti sono ora conservati in alcuni musei nazionali scozzesi (Curnow 1992).
Le fonti riferiscono che, tra il 1940 e il 1941, la famiglia effettua cospicue donazioni in nome della moglie di Rodolfo, Ambrogina Bergomi Subert, ad alcuni importanti musei, tra cui quella al Museo di Arti Applicate del Castello Sforzesco: “scarsi acquisti hanno poi incrementato la raccolta negli anni, il più importante è stato il dono Ambrogina Bergomi Subert del 1941 che ha incrementato la raccolta delle armi da fuoco arricchendola di tutti gli esemplari databili dagli inizi alla metà del XIX secolo, fornendo così una documentazione esauriente dello sviluppo e delle modificazioni avvenute in quel tempo” (Allevi 1990).
Rodolfo, affiancato da alcuni figli, continua la conduzione del negozio in Galleria Vittorio Emanuele II fino al luglio 1943, quando i bombardamenti distrussero la galleria con tutto il contenuto, compreso l’archivio di più di ottant’anni di attività.

Duda: grande interesse per i gioielli e per la pittura italiana

Il figlio maggiore Rodolfo (1898-1978), detto Duda per distinguerlo dal padre, nel 1926 apre in via S. Andrea 11 la Galleria S. Andrea dove rimarrà fino al 1945, affiancato nell’attività dalla moglie Gina Gandus (1900-1968). Il negozio tratta arte italiana con una particolare predilezione per i gioielli e per la pittura italiana dell’Ottocento.

Alberto e poi Michele: le prime mostre di antiquariato

Nel 1951, Duda Subert riapre sotto la denominazione “G. G. Subert” in via San Pietro all’Orto 26, mentre suo figlio Alberto avvia l’anno seguente una propria galleria in via della Spiga 22.
È questo il periodo delle prime mostre di antiquariato, tra le quali le storiche manifestazioni della Biennale di Firenze e l’esposizione di Palazzo Reale a Milano, cui partecipano entrambi i negozi.
Nel 1996 i due esercizi sono poi confluiti nella galleria “Antichità e Oggetti d’Arte” con sede al 24 di via Santo Spirito, dove Alberto Subert ha continuato la propria attività fiancheggiato dal figlio Michele fino al 2012.

Dal 2013 Michele Subert, continuando la tradizione di famiglia, ha aperto una nuova sede al 42 di via della Spiga. Il suo interesse è incentrato sull’arte italiana dal XVI al XIX secolo, in particolare sugli oggetti da collezione.

Alberto e Michele Subert

Bibliografia:

ANONIMO, Museo Teatrale alla Scala, Alfieri & Lacroix 1914, p. 45, n. 111; p. 112, n. 28
H. RUSSEL ROBINSON, Il Museo Stibbert a Firenze, Vol. 4, Milano 1976
Museo Poldi Pezzoli, Museo Poldi Pezzoli: orologi e oreficerie, Milano 1981, n. 270, p. 299
A. MOTTOLA MOLFINO  in Museo Poldi Pezzoli, Museo Poldi Pezzoli: i dipinti, Milano 1982, p. 36
L.G. BOCCIA  e J.A. GODOY, Museo Poldi Pezzoli, Armeria I , Milano 1986, p. 24
P. ALLEVI, Museo d’arti applicate, Armi da fuoco, Milano 1990
C. CURNOW, Italian Maiolica in the National Museums of Scotland, Edimburgh 1992, pp. 96-97, nn. 119, 121, 123
R. AUSENDA, Maioliche settecentesche: Milano e altre fabbriche, Saronno 1996; p.18; pp. 80-81, n. 27; pp. 82-83, n. 28; p. 84-85, n. 29; pp. 114-115, n. 49; pp. 136-137, nn. 61- 62
E. COLLE, Museo d’arti Applicate, mobili e intagli lignei, Milano, 1996, pp. 335-337, n. 610; pp. 426-427, n. 770; pp. 448-449
S.E.L. PROBST  in Museo Bagatti Valsecchi, Vol. II, armi e armature, Milano 2004, p. 753
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