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TELESCOPIO A RIFLESSIONE. LE BAS, 1669-1725
Telescopio a riflessione Le Bas

VENDUTO

Telescopio a riflessione
Le Bas (o Lebas), 1669-1725
Parigi

Firmato sulla parte posteriore del tubo:
Le Bas aux Galleries du Louvre AParis [sic]
Le Bas aux Galléries du Louvre à Paris

Misure:

Altezza: cm 36,7 (compreso il supporto)
Larghezza: cm 42,4
Profondità: cm 20,6

Stato di conservazione:

ottimo.

Il corpo principale dello strumento è costituito da un tubo (cm 6 di diametro x cm 33,8 di lunghezza) rivestito di pelle e chiuso alle estremità da piattelli di ottone. Sul lato destro è applicata una stecca di regolazione dello specchio interno anteriore.
Al centro del piattello posteriore è avvitato il porta oculare telescopico, composto da due tubi (il più esterno misura cm 2,4 di diametro) di ottone concentrici e scorrevoli uno all’interno dell’altro.
Entrambe le estremità del telescopio recano coperture avvitate, rimovibili all’uso.
Lo strumento poggia su una base tripode interamente di ottone e dotata di uno snodo a sfera per regolare l’inclinazione.

Poco è conosciuto della famiglia Le Bas.
Philippe-Claude Le Bas (o Lebas, come compare in alcuni documenti coevi) fu noto come fabbricante di lenti e di strumenti. Il suo nome compare per la prima volta su un compasso di riduzione d’argento datato 1669 (Daumas, Maurice, Les Instruments Scientifiques aux XVII et XVIII siècles, Paris, 1953, p. 100).
In quanto Opticien du Roi, gli era stato assegnato un appartamento al Louvre; nel 1672 Christiaan Huygens (1629-1695), chiamato qualche anno prima a Parigi da Louis XIV e divenuto membro autorevole della Académie des Sciences, volle vedere personalmente come produceva le lenti.
Philippe-Claude morì nel 1677, presumibilmente ancora giovane, e l’attività fu continuata dalla sua vedova, che fornì lenti sia a Huygens, sia all’Observatoire Royal (Daumas, Maurice, op. cit., p. 101). Quasi certamente nel 1688 il figlio subentrò alla madre e per più di trenta anni proseguì la produzione soprattutto di lenti, spesso collaborando con altri costruttori di strumenti, in particolare con il figlio del famoso Chapotot (Daumas, Maurice, ibidem). Si hanno sue notizie fino al 1721.

Cover Photo: Fabrizio Stipari