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SPECCHIERA DI LEGNO DI NOCE. VENEZIA, CIRCA METÀ DEL SECOLO XVIII
Specchiera di legno di noce scolpito e intagliato

Specchiera di legno di noce scolpito e intagliato
Venezia, circa metà del secolo XVIII

Misure:

Altezza: cm 137
Larghezza: cm 85

Stato di conservazione buono:

piccole incollature.
Lo specchio a mercurio è originale.

La specchiera in legno di noce ha una forma rettangolare allungata nella parte superiore che si sviluppa in una forma trilobata dalla quale si diparte una cimasa scolpita e intagliata.
La cornice mostra un susseguirsi ordinato di scanalature che interessa tutta l’opera. Sulla sommità si innesta una cimasa intagliata a rocaille centrata in alto da un elemento di decoro a ricciolo che emerge sugli altri che scendono fino a circa metà della cornice con volute “pennaccette”, piccoli elementi fogliati e boccioli minuti.
Lo specchio a mercurio è originale.
La specchiera rappresenta una raffinata espressione del gusto Rococò a Venezia intorno alla metà del secolo XVIII. In questo periodo lo specchio decorato da accessorio per la toeletta inizia a diventare un elemento di arredo. Nel corso del XVIII secolo la creazione di questi manufatti nella laguna veneziana è radicata all’interno della corporazione dei “marangoni”, o falegnami, opera precipua dei cosiddetti “marangoni da soaza” maestri intagliatori altamente specializzati appunto nelle cornici. Al contempo, si moltiplicano le botteghe di artigiani attivi nell’arte della “soaza”: 36 botteghe con 94 capimastri, 124 lavoranti e 24 garzoni sono le botteghe attestate in una statistica del 1773 promossa dalla magistratura dei Savi della Mercanzia. 
La capacità scultorea si esprime, oltre che nel realizzare le cornici nelle fogge più svariate e ricche, nel fregiarle di elementi in legno intagliato con attenzione particolare alla cimasa, irrinunciabile coronamento della parte superiore dello specchio, nel cui intaglio la fantasia dei maestri veneziani mette in mostra tutto il proprio repertorio di foglie, conchiglie, festoni alternati a volute fogliacee che inquadrano la cimasa centrale, la cui posizione asimmetrica crea quell’effetto di decentramento tipico della metà del secolo XVIII.
In questo gusto s’inserisce quest’opera: nella scelta del materiale nobile e nella rinuncia alla lacca per favorire il lavoro scultoreo particolarmente armonioso. 

Bibliografia di riferimento:

G. Mariacher, Specchiere italiane e cornici da specchio,dal XV al XIX secolo, Milano 1963, pp. 16-24;
E. Colle, Il mobile barocco in Italia, Milano 2000, p. 332;
C. Santini, Mille mobili veneti. L’arredo domestico in Veneto dal sec. XV al sec. XIX, III, Modena 2002.

 

Cover PhotoFabrizio Stipari