Scroll Top
SCULTURA DI VETRO. PAPPAGALLO “PSITACCUS”. DINO MARTENS
Scultura a forma di pappagallo Psitaccus

Scultura di vetro a forma di pappagallo
Psitaccus
Dino Martens
Murano
Vetreria Artistica Rag. Aureliano Toso, 1953-1956

Misure:

Altezza: cm 23
Larghezza: cm 10,5
Profondità: cm 15
Peso: g 1.906

Stato di conservazione:

intatto.

La piccola scultura di vetro raffigura un pappagallo appollaiato su un ramo, con la cresta aperta e rivolta in avanti; è realizzata con tecnica di soffiatura a canne, lattimo, nero e oro, con decoro fenicio e particolari in pasta vitrea gialla. Definita “Pappagallo Psitaccus” negli inventari, è stata prodotta su disegno di Dino Martens dalla Vetreria Aureliano Toso tra il 1953 e il 1956.

La produzione di pappagalli è documentata nell’archivio della manifattura Aureliano Toso tra il 1953 e il 1956 anche in associazione con una ciotola centrotavola. La documentazione cita infatti: “Filigrana semplice a trina (Zigzag) – parrot on branch” (M. Heiremans, Vetreria Aureliano Toso, Murano 1938-1968, Berlino, 2016, disegno p. 172 model 5145, p. 332 model 1953), e “Filigrana semplice bianca nera Zigzag-bowl with two parrots” (M. Heiremans, p. 228 model 6487 e p. 333 model 1956).

Un altro confronto puntuale con questo modello ci deriva da una scultura analoga esposta in una mostra recente, dal titolo suggestivo L’Arca di vetro. La collezione di animali di Pierre Rosenberg, che ripercorre la storia del vetro muranese del Novecento, riletta attraverso la vasta e originale realizzazione di animali. In questa rassegna un pappagallo conforme al nostro è associato alla produzione del 1953 (Cristina Beltrami, Giordana Naccari (a cura di), L’arca di vetro, La collezione di animali di Pierre Rosenberg, Milano, 2021, p. 160).

La storia del Vetro muranese è varia e complessa. Dagli anni Venti del Novecento la tradizione muranese si evolve passando dalla produzione di oggetti d’uso verso quelli decorativi: alcuni vetrai si cimentano nella creazione di figure umane, di opere scultoree e di elementi zoomorfi in miniatura.

La tecnica si affina e porta gli artigiani a escogitare nuove metodologie che permettano di realizzare figure sia soffiate, sia massicce.

È nota una tradizione di Bagatelle già nel corso del XVI secolo e per tutto il XVII secolo – alcuni rari esempi sono conservati nei musei – provenienti dalle wunderkammer come esempi “alla maniera di Venezia”; tra queste figure spiccano le decorazioni plastiche dei lampadari e altre modellate a lanterna.

Solo nel Novecento si arriva però a una vera svolta tecnica e di design: una produzione che ha trovato recentemente una sua valorizzazione con la riscoperta delle opere scultoree prodotte dalle principali vetrerie storiche muranesi, da Ercole Barovier a Martinuzzi e Zecchin, da Flavio Poli e Dino Martens in un susseguirsi di creazioni sempre più articolate.

Tra il 1930 e il 1960 la produzione del “bestiario” di vetro si evolve e si passa dalle forme più semplici degli anni Trenta, a opere più complesse per morfologia e tecnica. Tutto ciò è evidente negli anni Quaranta con Barovier, negli anni Cinquanta con Bianconi, che condivide con Dino Martens la ricerca delle filigrane e della policromia, senza dimenticare le ricerche delle opacità di Archimede Seguso. L’animale di vetro diviene e resta quindi un passaggio obbligato nella produzione artistica muranese, opera di sperimentazione e di ricerca formale, ispirato tanto dalla realtà, quanto dall’inventiva nella sua realizzazione.

In tale contesto si inserisce l’opera di Dino Martens (1894 – 1970) da molti considerato un artista prestato al vetro; nel primo dopoguerra, formatosi all’Accademia di belle arti di Venezia e inizialmente dedito alla pittura, dopo le prime esperienze con il vetro, con la SALIR e con Salviati & C., approda nel 1939 alla manifattura del ragionier Aureliano Toso di cui sarà direttore artistico fino al 1963, sperimentando con la nuova materia effetti coloristici e formali del tutto inediti.

Bibliografia: 

Cristina Beltrami, Giordana Naccari (a cura di), L’arca di vetro, La collezione di animali di Pierre Rosenberg, Milano, 2021, p. 160;
Marc Heiremans, Vetreria Aureliano Toso, 1938-1968, Arnoldsche Art Publishers.

Cover Photo: Fabrizio Stipari