
Pocket globe
Nathaniel Hill
Londra, 1754
Il globo è contenuto nel proprio astuccio originale.
Misure:
Diametro della sfera : cm 6,8
Diametro delll’astuccio: cm 7,4
Stato di conservazione:
Lievi lacune nella vernice originale sulla sfera.
L’astuccio non chiude più.
Il globo è composto da dodici fusi di carta stampata, giustapposti e incollati sulla sfera.
Nell’Oceano Pacifico settentrionale reca un cartiglio con l’iscrizione:
A
NEW
terrestrial
GLOBE
by
Nath. Hill
1754
All’interno dell’astuccio è raffigurato il globo celeste.
Nel globo terrestre gran parte dell’Africa centrale e meridionale è vuota. L’America del Nord reca solo il nome di alcune colonie britanniche. Mostra la California come una penisola e la costa nord-occidentale dell’America come “parti sconosciute” (l’Alaska non è descritta e è delineata solo parzialmente; diverrà parte degli Stati Uniti nel 1867). Viene tracciata la rotta dell’ammiraglio Anson (1740) e gli alisei sono indicati da frecce. Dell’Australia, ancora denominata New Holland (la nuova denominazione sarà introdotta a partire dal 1824), è tracciata parte della costa occidentale. (Cfr. Van der Krogt, P., Old Globes in the Netherlands, H&S, Utrecht 1984, p. 146 e Van der Krogt, P. – Dekker, E., Globes from the Western World, London 1993, pp. 115.)
Nathaniel Hill (Londra, notizie tra il 1746 e il 1768) aveva credenziali professionali impeccabili: aveva svolto l’apprendistato presso Richard Cushee, che a quel tempo stava svolgendo lavori di rilevamento per la mappa del Surrey di John Senex. E anche Hill stesso iniziò poi a svolgere rilevazioni geografiche e topografiche, lavorando nello Yorkshire, nelle Fens, e intorno a Londra.
Nel 1783 John Newton, per pubblicare un nuovo pocket globe, riutilizzò le stesse lastre di rame di Hill, aggiornandole con le nuove scoperte geografiche, cambiando la data e sostituendo il vecchio nome con il proprio. (Cfr. Van der Krogt, P., Old Globes in the Netherlands, H&S, Utrecht 1984, p. 146 e Van der Krogt, P. – Dekker, E., Globes from the Western World, London 1993, pp. 115.)
C’è evidentemente un forte legame tra il rilevamento geografico, la creazione di mappe e globi e l’incisione. Hill era coinvolto in tutte e tre.
Sorprendentemente sono sopravvissuti pochi globi di Hill.
Bibliografia:
Per un confronto con altri esemplari si veda:
Van der Krogt, P.,Old Globes in the Netherlands, H&S, Utrecht 1984;
Van der Krogt, P.; Dekker, E., Globes from the Western World, London 1993.
Cover Photo: Fabrizio Stipari

