Piatto di maiolica decoro famiglia rosa. Manifattura di Felice Clerici. Milano, 1770- 1780.

Piatto di maiolica decoro famiglia rosa. Manifattura di Felice Clerici.
Maioliche e Porcellane

Piatto di maiolica decoro famiglia rosa. Manifattura di Felice Clerici. Milano, 1770- 1780.

Misure:
diametro cm 22,7
Stato di conservazione:
ottimo; poche lievi sbeccature ai bordi

Il piatto è un raro esempio di un servizio prodotto dalla manifattura di Felice Clerici (1710-1780) a Milano.
Felice Clerici aveva aperto una propria manifattura a Milano nel 1745 inserendosi nella nuova corrente stilistica europea che vede la maiolica divenire prodotto fine al pari della porcellana. L’imprenditore milanese opera nel primo periodo con fornaci per la cottura a gran fuoco dichiarando solo nel 1759 di aver acquistato “Li secreti delle pitture a forza di denaro” per avere cioè la possibilità di ottenere colori a piccolo fuoco con una gamma cromatica maggiore.

Il piatto apparteneva a un assortimento particolarmente raffinato, che, grazie allo smalto azzurrato e all’uso sapiente della tavolozza, doveva dare l’impressione di totale somiglianza con le opere cinesi coeve.
Il piatto è fondo con spessore particolarmente sottile, orlo liscio e piede ad anello appena rilevato. Lungo l’orlo corre una sottile fascia arancio e oro con catena di piccole spirali. Sulla tesa è dipinto un tipico decoro orientale con peonie e crisantemi e fioretti minori. La balza ospita un motivo “a riserve” centrate da fiori alternate a motivi a graticcio su fondo rosa e verde; tra gli altri elementi spiccano alcuni fiori realizzati in oro. Al centro attorno ad un robusto ramo si sviluppa un ornato floreale d’ispirazione orientale.
Sul retro la marca “a frazione” di Felice Clerici in nero.

Raffella Ausenda nella schedatura di un esemplare del tutto analogo al nostro, conservato nelle raccolte di Arti Applicate del Museo del Castello di Milano (a cui rimandiamo per confronto), evidenzia come l’ornato tragga diretta ispirazione dalle porcellane cinesi del periodo Kang’hsi denominate “famiglia rosa“. La manifattura milanese aveva infatti un tale dominio tecnico dei colori da imitare perfettamente i modelli orientali, anche grazie all’ausilio di pittori quali Giuseppe Sormani e Giacomo Facchetti che “dipingono con colori a smalto e oro ed argento. Imitano ed accompagnano la porcellana”.
La recente pubblicazione, a cura della stessa studiosa (R. Ausenda in J.V.G. Mallet and E.P. Sani, a cura di, Maiolica in Italy and Beyond. pp. 124-140), sottolinea come la rinascita della maiolica in Italia settentrionale passi anche attraverso le esperienze della fabbrica milanese di Pasquale Rubati, che, a partire dal 1756, ottiene nei sui prodotti una qualità altissima, considerata tra le migliori dell’epoca. Nello studio si ricorda come i pezzi prodotti nella manifattura fossero così coerenti con le porcellane cinesi, che spesso andavano a sostituire pezzi da rimpiazzare, come dichiara lo stesso Rubati ”… di potersi accompagnare con maiolica i pezzi dispersi di Porcellana mancanti senza distinguere l’un dall’altra che alla trasparenza.” (R. Ausenda in J.V.G. Mallet and E.P. Sani, a cura di, Maiolica in Italy and Beyond,. pp. 124 140)

Molti esemplari di confronto sono conservati nelle principali raccolte museali europee, tra questi si segnala una celebre zuppiera che reca lo stemma del Marchese Don Giovanni de Olivera, che ci porta alla collocazione cronologica certa del 1771, anno di registrazione dell’emblema nei codici araldici teresiani. La zuppiera è conservata nel Museo Kunst und Gewerbe Museum di Amburgo (inv. 1882.276).

Dallo stesso servizio De Olivera proviene il piatto acquistato nella nostra galleria dal MUDEC (Museo delle Culture di Milano) e attualmente esposto come opera delle collezioni permanenti nella mostra Milano globale, il Mondo visto da qui.

Cover Photo: Fabrizio Stipari

Bibliografia:

R. Ausenda, a cura di, Musei e Gallerie di Milano. Museo d’Arti Applicate. Le ceramiche. Tomo secondo. Milano 2001, pp. 349, n. 335 e bibliografia relativa.
R. Ausenda, Hig-quality Maiolica in the Style of Porcellain: Experiments in northern Italian Maiolica in its productive final Years in J.V.G. Mallet and E.P. Sani, a cura di, Maiolica in Italy and Beyond,. pp. 124 140
R. Ausenda in, Milano globale, il Mondo visto da qui, sala 2, La nuova dimensione globale del continente asiatico, pp. 194-195

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