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ASTUCCIO PORTASTRUMENTI. JACOB & HALSE. LONDRA, 1809 – 1810
Astuccio portastrumenti Jacob & Halse

Astuccio portastrumenti
Jacob & Halse
Londra, 1809 – 1810

Misure:

Altezza: cm 10
Larghezza: cm 7,5
Profondità: cm 3,2
Peso: g 223

Stato di conservazione:

la custodia e gli strumenti sono in ottime condizioni.

La custodia tascabile da disegno – spesso chiamata etui, dal francese – fu un oggetto popolare per quasi un secolo in Europa, indispensabile per custodire gli strumenti da disegno e da calcolo. Le dimensioni dell’astuccio potevano variare, a seconda che fosse destinato all’utilizzo da parte degli architetti, degli ingegneri civili, di quelli meccanici o di altri.
Alcuni trattati, tra cui quello di William Ford Stanley, dal titolo A Descriptive Treatise on Mathematical Drawing Instruments, ci forniscono molte notizie riguardo alla produzione, all’utilizzo, alla forma e ai materiali impiegati nella realizzazione di questi strumenti. Stanley si sofferma non solo sulla morfologia degli astucci, ma anche sui materiali generalmente usati nella costruzione degli strumenti da disegno: ottone, argento e acciaio, con qualche differenza tra le case produttrici tedesche, svizzere o inglesi.

Il nostro astuccio è affusolato, oblungo e ricoperto di shagreen, con un bottone di chiusura e supporti per cerniera di ferro. Il termine “shagreen” derivato dal francese chagrin – cui fa riferimento l’italiano “zigrino” – rimanda a un tipo di pelle conciata in modo da mantenerne rugosità. Tra il XVII e l’inizio del XVIII secolo questo metodo di conciatura della pelle, già in uso nell’impero Ottomano, cominciò a essere applicato alla pelle di squalo o alla pelle di un pesce raggio (la razza perlata, Hypolophus sephen) e venne utilizzato nella produzione di oggetti di lusso con varianti nella conciatura e nella tintura.

L’interno è suddiviso nei vari alloggiamenti per gli strumenti.

Questi sono:

– due compassi di ottone e acciaio a punta fissa o intercambiabile con strumenti di tracciatura;
– un compasso geometrico o di proporzione completo di perno di ottone firmato JACOB & HALSE LONDON. Questo particolare strumento si fa risalire a un’ideazione di Galileo Galilei. I primi compassi geometrici per il calcolo, noti anche come “compassi di proporzione”, cominciarono ad apparire tra il 1500 e il 1600. Galileo chiama lo strumento “compasso geometrico et militare“, poiché poteva essere impiegato anche in topografia, agrimensura e balistica, grazie alle diverse scale dedicate a tali ambiti. Il principio di funzionamento su cui si basa per eseguire moltiplicazioni e divisioni, sfrutta le proporzionalità esistenti tra le lunghezze dei lati di triangoli simili;
– un goniometro di ottone: un semicerchio con la circonferenza graduata e con un puntatore al centro per la misurazione degli angoli;
– uno scalimetro: per eseguire moltiplicazioni e divisioni, è simile a quello del compasso di proporzione e, in particolare, sfrutta le proporzionalità esistenti tra le lunghezze dei lati di triangoli simili.
– una sottile penna inchiostratrice con punteruolo.

L’astuccio in analisi può essere datato grazie alla firma apposta sul compasso geometrico: JACOB & HALSE LONDON. La società risulta negli elenchi di Gloria Cliford come operante a Londra nella vendita di globi e strumenti di misura tra il 1809 e il 1810. Si veda: Gloria Cliford, Directory of British Scientific Instrument Makers 1550-1851, National Maritime Museum (GB), 1995.

Per esemplari simili di altri produttori, anche per la scelta della copertura, si fa riferimento alle grandi collezioni di strumenti scientifici come, ad esempio, quella custodita in Science & Society Picture Library di Londra (invv. 10683373 – 10683384) oppure, tra gli altri, l’astuccio di T. Blunt conservato al Museo dell’Università di Harvard (Inv. DW0712), simile a questo per scelta morfologica e degli strumenti.
Per un astuccio analogo, anche se in galuchat, si veda il link inglese di mathsinstrument.
Il nome dei due soci compare anche su alcuni strumenti da disegno conservati in una raccolta privata inglese e su due pocket globes transitati sul mercato, di cui uno esposto in una mostra svoltasi a Londra. (T. Lamb; J. Collins; R. Schmidt; Museum Boerhaave; The World in Your Hands: An Exhibition of Globes and Planetaria: from the Collection of Rudolf Schmidt: an Exhibition at Christie’s Great Rooms, 25th August-9th September, 1994, and at Museum Boerhaave, 18th March-24th September, 1995, Museum Boerhaave, 1994).

Bibliografia di riferimento

Ford Stanley, Mathematical Drawing and Measuring Instruments, E. & F. N. Spon, 1900;
W. Queen & Company Priced and illustrated catalogue of mathematical instruments and materials for drawing, surveying and civil engineering, Philadelphia, James W. Queen & Co., New York 1873;
Edward Hulme, Mathematical drawing instruments and how to use them, New York, W.T. Comstock 1883;
Gloria Clifton, Oxford Dictionary of National Biography, Directory of Scientific Instrument Makers, Oxford University Press, 2004;
Gloria Clifton, Directory of British Scientific Instrument Makers, 1550-1851, National Maritime Museum (GB), 1995.

Cover Photo: Fabrizio Stipari