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ASTUCCIO PORTASTRUMENTI DA DISEGNO. FRASER. LONDRA, 1780-1805
Astuccio portastrumenti da disegno William Fraser

VENDUTO

William Fraser
Astuccio portastrumenti da disegno
Londra, 1780-1805

Misure:

Altezza: cm 17
Larghezza: cm 8,4
Profondità: cm 3,5

Stato di conservazione:

nella parte inferiore l’astuccio presenta
una fessurazione della copertura di galuchat.
Gli strumenti sono tutti intatti.

La custodia tascabile da disegno – spesso chiamata etui, dal francese étui – fu un oggetto popolare per quasi un secolo in Europa, indispensabile per custodire gli strumenti da disegno e da calcolo. Le dimensioni dell’astuccio potevano variare, a seconda che fosse destinato all’utilizzo da parte degli architetti, degli ingegneri civili, di quelli meccanici o di altri.
Alcuni trattati, tra cui quello di William Ford Stanley, dal titolo A Descriptive Treatise on Mathematical Drawing Instruments, ci forniscono molte notizie riguardo alla produzione, all’utilizzo, alla forma e ai materiali impiegati nella realizzazione di questi strumenti. Stanley si sofferma non solo sulla morfologia degli astucci, ma anche sui materiali generalmente usati nella costruzione degli strumenti da disegno: ottone, argento, acciaio e avorio, con qualche differenza tra le case produttrici tedesche, svizzere o inglesi.

Il nostro astuccio è affusolato, oblungo e dotato di un bottone di chiusura e di supporti per cerniera di ferro, mentre il coperchio è orlato di argento e presenta una piccola targa ovale di argento, di solito destinata a contenere l’iscrizione con il nome del proprietario o con una dedica.
E’ realizzato in legno ricoperto di galuchat nella variante verde. Il galuchat prende il nome da Jean-Claude Galluchat († 1774), maestro artigiano attivo in Francia alla corte di Luigi XV; a lui si deve la riscoperta di un antico metodo orientale per trattare la pelle di squalo o di pastinaca (una razza della famiglia dei Dasiatidi) in particolare del Dasyatis Pastinaca, pescato solo nell’Indopacifico (J. Perfettini, Le galuchat, Ed. Vial, Dourdan 2018, pag. 26). Questo metodo di trattare la pelle nella colorazione verde, rosa o in altre varianti, divenne rapidamente di moda tra l’aristocrazia francese e si diffuse in tutta Europa verso la metà del XVIII secolo per ricoprire astucci e strumenti scientifici di ogni tipo.

L’interno è suddiviso nei vari alloggiamenti per gli strumenti.

Questi sono:
– un compasso di proporzione, completo di perno di ottone, firmato “Fraser London”. Questo particolare strumento si fa risalire a una ideazione di Galileo Galilei. I primi compassi geometrici per il calcolo, noti anche come “compassi di proporzione”, cominciarono ad apparire tra il 1500 e il 1600. Galileo chiama lo strumento “compasso geometrico et militare“, poiché poteva essere impiegato anche in topografia, agrimensura e balistica, grazie alle diverse scale dedicate a tali ambiti. Il principio di funzionamento su cui si basa per eseguire moltiplicazioni e divisioni, sfrutta le proporzionalità esistenti tra le lunghezze dei lati di triangoli simili;
– due compassi di ottone e acciaio con una punta fissa e una intercambiabile con relativi elementi di tracciatura da applicare: un portamatite e altri quattro strumenti per tracciare, tra i quali due tiralinee. Tutti i pezzi sono dotati di sottili viti a testa zigrinata a farfalla per la regolazione del tratto;
– un compasso di riduzione di ottone firmato “Fraser London”. Lo strumento era utilizzato soprattutto dai disegnatori per ridurre o ingrandire i disegni. Arricchendo lo strumento con altre scale era possibile suddividere i cerchi in un numero proporzionato di parti, determinare radici quadrate e cubiche e altro ancora;
– un parallelineo di legno e ottone: particolare tipo di riga, diffuso dal 1700 in poi, consisteva in due o tre righe collegate da bracci metallici articolati, in modo da tenere una riga fissa e spostare l’altra parallelamente;
– uno scalimetro: per eseguire moltiplicazioni e divisioni, è simile al compasso di proporzione e, in particolare, sfrutta le proporzionalità esistenti tra le lunghezze dei lati di triangoli simili.
E’ firmato: FRASER . MATHEMATICAL . INST . MAKER . TO . THE . PRINCE OF WALES . BOND . STREET . LONDON.;
– una lima con lama per abradere l’inchiostro e regolare gli strumenti.

Gli strumenti furono realizzati probabilmente da William Fraser che compare nel Oxford Dictionary of National Biography, Oxford University Press, 2004; registrato nella Directory of Scientific Instrument Makers di Gloria Clifton come attivo in Bond Street a Londra quale fabbricante di strumenti ottici e matematici tra il 1780 e il 1805 come Fraser e poi, fino al 1812, anno della sua morte, come Fraser & Son.

Bibliografia:

Ford Stanley, Mathematical Drawing and Measuring Instruments, E. & F. N. Spon, 1900;
W. Queen & Company Priced and illustrated catalogue of mathematical instruments and materials for drawing, surveying and civil engineering, Philadelphia, James W. Queen & Co., New York 1873;
Edward Hulme, Mathematical drawing instruments and how to use them, New York, W.T. Comstock 1883;
Gloria Clifton, Oxford Dictionary of National Biography, Directory of Scientific Instrument Makers, Oxford University Press, 2004;
Gloria Clifton, Directory of British Scientific Instrument Makers, 1550-1851, National Maritime Museum (GB), 1995;
J. Perfettini, Le galuchat, Ed. Vial, Dourdan 2018.

Cover Photo: Fabrizio Stipari