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ASSORTIMENTO DI 12 ELEMENTI CON DECORO A POLICROMIA E ORO. PASQUALE RUBATI. MILANO, 1770 – 1790 CIRCA

Assortimento di 12 elementi
con decoro a policromia e oro
Manifattura di Pasquale Rubati
Milano 1770- 1790 circa

Misure:

Due vassoi ovali cm 27 X 21,8
Due piatti con tesa traforata diametro cm 26,5
Otto piatti tondi cm 23,8

Stato di conservazione:

molto buono, fatta eccezione per
leggere sbeccature con cadute di colore ai bordi
una più importante in un piatto rotondo

Questo raro insieme di piatti di grande impatto decorativo conferma l’indubbia capacità artistica delle produzioni della manifattura di Pasquale Rubati nel periodo di maggiore affermazione e testimonia del gusto delle grandi committenze milanesi del XVIII secolo.
Pasquale Rubati, raffinato pittore, nel 1756 apre a Milano una propria fabbrica, in concorrenza con Felice Clerici, di cui era stato lavorante. Alla sua morte, nel 1796, l’impresa fu portata avanti ancora per qualche anno dal figlio Carlo.

L’assortimento di maiolica presenta forme a base piana, orlo mistilineo a otto punte, appena rilevato nei piatti tondi e in quelli ovali, mentre due piatti hanno base piana e tesa appena rilevata e motivo a intreccio traforato realizzato a stampo.
Il decoro, molto complesso, con piccole varianti in uno dei piatti tondi, mostra quattro scomparti triangolari, uniti tra loro da festoni sottili in oro, che si dipartono dall’orlo a tutto campo con quattro motivi ornamentali nelle tonalità del rosa: un motivo a occhio di pernice, uno a squame, uno a triangoli e uno a griglia. Al centro della composizione un piccolo mazzo di fiori policromi dal quale si dipartono a raggera quattro sottili elementi floreali che si uniscono ai vertici delle riserve triangolari.
Tutte le opere, ad eccezione di una, recano sul retro una pennellata verde marcio e trovano riscontro in un piatto-documento conservato nelle raccolte di Arte Applicate del Castello Sforzesco di Milano che reca sul retro la sigla della manifattura di Pasquale Rubati a Milano. (R. Ausenda, a cura di, Musei e Gallerie di Milano. Museo d’Arti Applicate. Le ceramiche. Tomo secondo. Milano 2001, pp. 408-409, n. 383, n. 372.)
Le produzioni di maiolica e porcellana nel Settecento appartenevano principalmente alle grandi casate reali o comunque a quelle nobiliari che facevano della fabbricazione di opere ceramiche un motivo di prestigio. A Milano, sotto Maria Teresa d’Austria, assistiamo invece a una vera e propria apertura a nuovi imprenditori che, in virtù delle privative concesse dal governo, assumevano un vero e proprio rischio d’impresa dando vita, non senza conflitti tra loro, a fabbriche fiorenti e a produzioni tra le più eleganti e richieste del momento ancor oggi oggetto di collezionismo.

Bibliografia:

R. Ausenda, a cura di, Musei e Gallerie di Milano. Museo d’Arti Applicate. Le ceramiche. Tomo secondo. Milano 2001, pp. 408-409, n. 383, n. 372.

Cover Photo: Fabrizio Stipari