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ALBARELLO DI MAIOLICA. MONTELUPO, 1410-1510 CIRCA
Albarello di maiolica

VENDUTO

Albarello di maiolica
Montelupo, 1490-1510

Misure:

bocca diametro cm 9
base diametro cm 8,8
altezza cm 19
Peso: g 612

Stato di conservazione:

intatto segni di uso all’orlo e alle parti rilevate
con lievi sbeccature. Segni di attacco in cottura

Il piccolo contenitore apotecario da unguenti ha corpo cilindrico con base carenata e piede piano. La spalla è stretta, alta e inclinata. L’imboccatura è ampia con orlo appena estroflesso e arrotondato.
Il vaso ha l’interno smaltato. L’esterno mostra una superficie a smalto bianco interamente ricoperta da un motivo a “palmetta persiana” disposto simmetricamente, ad andamento orizzontale, con riserve create da doppie linee sinuose che racchiudono, insieme all’ornato principale, un motivo “alla porcellana” unito a fogliette ovali verdi e arancio. Una decorazione a “nastro spezzato”, di norma presente sulla tesa dei piatti, corre lungo il collo a completare il decoro.
Tutti gli ornati denunciano un’ispirazione orientale che si può far risalire con una certa approssimazione all’area iraniana o siriana. Tale decoro, che ebbe grande successo anche in altre manifatture italiane coeve (C. Ravanelli Guidotti, Thesaurus di opere della tradizione di Faenza, Faenza 1998, pp. 169-174), a Montelupo fu interpretato con l’ecclettismo proprio dei suoi pittori.
L’uso del prezioso blu di cobalto è abbondante, quasi a rilievo, e è associato a inserti di giallo arancio, a imitare il lustro metallico in punti simmetrici tra i petali.
Il fondo è decorato da sottili linee sinuose, che, per Fausto Berti (F. Berti, Il Museo della ceramica di Montelupo, Firenze 2008, pp. 270-272, n. 22 g e F. Berti, Storia della ceramica di Montelupo, Montelupo Fiorentino 1999, p. 140), potrebbero suggerire la presenza di uno stelo che sorregge le corolle e le foglie bicolori. Queste, appuntite e accompagnate da punti, girali e sottili motivi “alla porcellana”, riempiono le campiture bianche.
La forma e la sintesi decorativa sopradescritte ci conducono a una datazione ancora precoce, tra la fine del XV secolo e il primo ventennio del XVI secolo, quando la tavolozza scelta dalle botteghe è ancora ricca e marcata e il ductus pittorico ricercato (F. Berti, Storia della ceramica di Montelupo. Montelupo Fiorentino, 1999, p. 138-140).
La documentazione di questo decoro è più abbondante nelle forme aperte, che non in quelle chiuse. Per questo motivo il nostro albarello trova rari esempi di confronto, tre molto prossimi: un albarello, coerente per dimensioni, è conservato al Museé du Louvre a Parigi (J. Giacomotti, Catalogue des majoliques des musées nationaux, Parigi 1974, p. 39 cat. 143); un altro è al Victoria & Albert Museum di Londra (E. P. Sani, Italian Renaissance Maiolica, p. 48, tavola 42), e, infine, uno è documentato nella W. A. Beare Collection (Sale Lyon & Turnbull, Blenheim Palace, 8 aprile 2008, lotto 58, With Guest & Gray, Londra).
La decorazione è attestata anche con varianti che denunciano il progressivo superamento di questo modello decorativo. Si vedano ad esempio l’albarello proveniente dagli scavi “del Pozzo dei lavatoi” di Montelupo, con decoro definito alla “palmetta invadente” e privo del motivo a nastro sul collo, e anche il boccale della collezione Cora al MIC di Faenza (Bojani G.C., Ravanelli Guidotti C., Fanfani A., Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza. La donazione Galeazzo Cora. Ceramiche dal Medioevo al XIX secolo. Milano 1985, p. 195, n. 485).

Bibliografia:

F. Berti, La maiolica di Montelupo, Milano 1986, p. 74, tav. 22;
F. Berti, Il Museo della ceramica di Montelupo, Firenze 2008, pp. 270-272; 274-277;
F. Berti, Storia della ceramica di Montelupo, Montelupo Fiorentino, 1999 p. 138-140;
G.C. Bojani, C. Ravanelli Guidotti, A. Fanfani, Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza. La donazione Galeazzo Cora. Ceramiche dal Medioevo al XIX secolo. Milano 1985, pp. 194 195, nn. 483, 486;
J. Giacomotti, Catalogue des majoliques des musées nationaux, Parigi 1974, p. 39, cat. 143;
Elisa P. Sani, Italian Renaissance Maiolica, p. 48, tav. 42.  Già pubblicato in B. Rackham, Victoria and Albert Museum. Catalogue of Italian Maiolica, Londra 1940 (ripubblicato con le aggiunte di J.V.G. Mallet, 1977), cat. 333, tav. 55,

Cover Photo: Fabrizio Stipari