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TAVOLO SCRITTOIO DA CENTRO, CON NUMEROSI E INUSUALI MECCANISMI PER L’APERTURA DI SCOMPARTI SEGRETI

Tavolo scrittoio da centro, con numerosi e inusuali meccanismi per l’apertura di scomparti segreti

Tavolo scrittoio da centro, con numerosi e inusuali meccanismi per l’apertura di scomparti segreti.

Fratelli Cassina (Francesco e Giuseppe)
Milano, 26 gennaio 1796

Impiallacciato e intarsiato di palissandro, mogano, bois de rose, acero e bosso su fusto in legno di noce

Misure:

cm 79,5 X 94 X 58,5

Stato di conservazione:

ottimo

Tavolo scrittoio da centro interamente impiallacciato e intarsiato. Il mobile fu concepito come scrittoio e mostra un piano, con bordo arrotondato appena aggettante, con decorazione centrata da un esagono a tre cornici racchiudenti complesso motivo floreale. Il resto del decoro si sviluppa in modo simmetrico per tutto il piano, alternando cornici geometriche intervallate a motivi fitoformi. Gli angoli fanno mostra ciascuno di un fiore multipetalo. La fascia lineare è ornata da un motivo semplice che gioca sui chiaroscuri ottenuti posizionando verticalmente o obliquamente le essenze entro cornici lineari. Le gambe, raccordate al piano da un plinto quadrangolare, che ripete la decorazione a fiore multipetalo seguito da una strozzatura decorata a finta scanalatura, mostrano la tipica forma troncopiramidale terminante in un piedino tornito dalle fattezze allungate. Anche le gambe sono decorate con il medesimo gioco di chiaroscuri come la fascia. Lungo la fascia si aprono tre cassetti: nel vano che li accoglie sono poi celati numerosi scomparti segreti comandati da congegni a molla. Sotto il ripiano scorrevole, posto all’interno del cassetto frontale, si legge l’orgogliosa firma degli autori delineata a china:

1796 li 26 . Genajo
Fabrî.to
Dalli fratelli Cassina
in Milano

Francesco e Giuseppe Cassina, fratelli, furono ebanisti originari di Meda, ma operanti anche a Milano. Il più celebre è Francesco, detto Volpino, che esegue e firma da solo una ribalta impiallacciata con noce e radica di noce con intarsi di legno di rosa in collezione privata a Milano. Sul fondo dell’ultimo cassetto, delineata a penna, reca la scritta: 1779, 10 febbraioQuesto buro è stato fabricato di Francesco Cassina in Meda, detto il Volpino. La sintassi utilizzata dimostra che il soprannome di “Volpino” non era casuale (Alberici 1969).
Il fratello Giuseppe è citato come intarsiatore (Beretti 2005).

Bibliografia:

Alberici C., Il mobile lombardo, Milano 1969, p. 106.
G. Beretti, Laboratorio, Inlimine, Milano 2005, p. 107.