
Sfera armillare tolemaica
Charles-François Delamarche
Parigi, ante 1798
Legno, metallo, papier-mâché e carta stampata e in parte colorata a mano
Misure:
Altezza: cm 41,60 – Ø cm 27,80
Peso: g 1.058
Stato di conservazione:
compatibilmente con l’epoca e l’utilizzo, la carta presenta alcuni segni d’uso, macchie e abrasioni.
La sfera è tolemaica, con la Terra posta al suo centro, circondata dalla Luna e dal Sole montati su due bracci metallici.
La sfera è composta da sei anelli (armillae) orizzontali e da due verticali, ognuno recante le graduazioni e il proprio nome.
Il primo anello orizzontale è illeggibile. Gli altri, in ordine discendente sono: Polo Nord, Tropico del Cancro, Equatore, Tropico del Capricorno, Polo Sud.
Gli anelli verticali sono costituiti da due doppi meridiani.
La sfera poi è collegata tramite due perni al grande Meridiano, un anello verticale inserito perpendicolarmente nel cerchio dell’Orizzonte, a sua volta sostenuto da quattro semicerchi collegati alla base di legno tornito e tinto di nero.
Ogni elemento è ricoperto di carta stampata. Vi sono riportati varie informazioni: latitudini, durata dei giorni, nomi e simboli dello Zodiaco, calendario, direzioni dei venti, ecc.
Sui cerchi verticali vengono menzionate le latitudini e le longitudini di diverse città: Roma, Bordeaux, Madrid, Boston, Batavia (Giacarta), Acapulco, ecc.
Anche il piccolo globo terrestre è ricoperto di carta stampata: vi compaiono i continenti e gli oceani con numerose indicazioni geografiche, riferite alle ultime esplorazioni.
Nell’Oceano Pacifico, a ovest dell’America meridionale reca la seguente iscrizione:
GLOBE
TERRESTRE
à Paris
chez Delamarche Géog
Rue du Foin Jacques
Au Collège de
M.e Gervais
Le coste nordamericane sono ben delineate e la California appare correttamente come una penisola – le relazioni degli esploratori spagnoli della regione avevano dato luogo a confusione sul fatto se fosse collegata alla terraferma oppure no. La natura geografica della California fu confermata dopo le esplorazioni di Juan Bautista de Anza (1774-1776).
L’Alaska non è descritta ed è tracciata solo parzialmente; diverrà parte degli Stati Uniti nel 1867.
Sono indicate varie isole del Pacifico.
L’Australia (nome definitivamente utilizzato dal 1824) è denominata ancora “Nouvelle Hollande”.
La Tasmania è rappresentata ancora come una penisola.
Questo è un dettaglio importante ai fini della datazione della nostra sfera armillare. L’isola è separata dall’Australia dallo Stretto di Bass, che Matthew Flinders attraversò per la prima volta nel 1798, dimostrando che non si trattava di una penisola. Delamarche non può avere atteso molto tempo per aggiornare un dato geografico così importante: presumibilmente lo fece poco dopo avere ricevuto la notizia.
Charles-François Delamarche (1740-1817) fondò il suo laboratorio intorno al 1770 e in pochi anni divenne il più famoso cartografo e costruttore di globi francese a cavallo tra il XVIII e il XIX secolo.
Dopo aver acquisito il laboratorio del defunto Didier Robert de Vaugondy (1723-1786) (rinomato cartografo e continuatore dell’attività di famiglia fondata dal nonno Nicolas Sanson nel XVII secolo) e dopo aver rilevato, tra il 1788 e il 1800 circa, anche quelli di Jean-Baptiste Fortin (1750-1831) e Jean Lattré (1750-1800 circa), cominciò ad autodefinirsi “Successeur de MM. Sanson e Robert de Vaugondi, Géographes du Roi e de M. Fortin, Ingénieur-mécanicien du Roi pour les globes et les sphères”.
Dunque alla fine del Settecento Delamarche possedeva le scorte di magazzino e le competenze di fabbricazione dei globi dei suoi principali rivali a Parigi.
Oltre a questa aggressiva politica di acquisizioni, la chiave del suo successo risiedette anche nella combinazione di una cartografia di grande qualità abbinata a globi e sfere armillari estremamente attraenti; e, naturalmente, alle sue famose rifiniture in vernice rossa.
Il suo laboratorio aveva sede in Rue de Foin St Jacques “au Collège Me. (o “Mtre”) Gervais” nel Quartiere Latino di Parigi fino al 1805 circa, quando si trasferì al n. 13 di rue du Jardinet.
Alla morte di Charles-François nel 1817, le redini dell’azienda passarono a suo figlio Félix (1779-1835), che continuò a pubblicare, spesso in collaborazione con l’incisore Charles Dien senior.
Nel 1835 l’impresa si trasferì prima in rue du Jardinet n. 12 e poco dopo in rue du Battoir n. 7.
Bibliografia:
- Dekker, Elly, et al. Globes at Greenwich: A Catalogue of the Globes and Armillary Spheres in the National Maritime Museum, Greenwich, London, Oxford University Press and the National Maritime Museum, 1999, pp. 321-322 per la storia dell’impresa dei Delamarche;
- Van der Krogt P. e Dekker E., Globes from the Western World, Londra 1993, p. 78;
- Van der Krogt P., Old Globes in the Netherlands, Utrecht 1984, pp. 98-99.

