Piccola zuppiera d’argento. Milano, 1830 circa

Piccola zuppiera d’argento. Milano, 1830 circa
Argenti

Argentiere L. B.
Piccola zuppiera d’argento con piatto e coperchio, o tazza da puerpera
Milano, 1830 circa

Misure:
altezza cm 19,5 – diametro cm 21,7
Stato di conservazione:
lievi difetti di uso e un’ammaccatura sul piatto

Particolari Piccola zuppiera d’argento

A partire dalla metà circa del Cinquecento, la zuppiera o tazza da puerpera diviene uno dei doni di nozze più in voga nell’Italia centrale. Come simbolo beneaugurante sostituisce il desco da parto che, in occasione di matrimoni di alto rango, fin dal tredicesimo secolo, erano stati dipinti da artisti famosi, soprattutto in Toscana.
In Francia questa stessa tazza è chiamata écuelle de mariée, in quanto viene regalata agli sposi in segno di fertilità.
Durante il Settecento questa usanza si è diffusa anche fuori dall’Italia a tutti i livelli sociali. A seconda delle disponibilità e del rango, viene realizzata in differenti materiali: metalli preziosi, maiolica, porcellana, vetro, peltro, ecc.
A partire dalla metà del XX secolo la consuetudine di questo omaggio simbolico è progressivamente venuta meno, anche se designer famosi come Gio Ponti e Giuseppe Gariboldi ancora negli anni Quaranta reinterpretano un modello di piccola zuppiera da puerpera per la Ginori e, sempre in Italia, ancora nel 1940, in un concorso nazionale per giovani ceramisti, uno dei temi della prova è proprio un modello moderno di tazza da parto come dono beneaugurante.

La piccola zuppiera di argento ha forma a ciotola emisferica e poggia su un alto piede a calice decorato da fasce parallele lobate e baccellate. Il corpo è sormontato da un coperchio a cupola con una presa sagomata a forma di putto giocoso che sorregge un drappo, seduto su un elegante motivo decorativo applicato a rilievo al culmine del coperchio con forma di palmette e fioretti sinuosi. Ai lati due manici a decoro fitoforme si alzano dal capo di due mascheroni femminili. L’orlo a fogliette lanceolate intervallate da piccole bacche, si ripete sia sul coperchio, sia sull’orlo del piatto tondo che accompagna l’opera.

I marchi presenti sull’opera sono i seguenti (si riportano le descrizioni originali, come compaiono sui documenti dell’Archivio di Stato di Milano):
1) Forma eptagona. Globo col Zodiaco ed i setti (sic) Trioni. Punzone dell’Ufficio di Garanzia in uso nel Regno d’Italia dal 1812 per i lavori con titolo di millesimi 800.
2) Aratro. Punzone dell’Ufficio di Garanzia di Milano in uso dal 1812.
3) Personaggio e lettere LB. Punzone dell’argentiere (non identificato).

Cover Photo: Fabrizio Stipari

Bibliografia:

G. SAMBONET, Gli argenti milanesi, Longanesi & C., Milano 1987;
V. DONAVER – R. DABBENE, Punzoni degli argentieri milanesi dell’800, ed. San Gottardo, Milano 1988.

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