Coppia di vasi di maiolica. Manifattura di Pasquale e Carlo Rubati. Milano, 1790-1796

Maioliche e Porcellane

Coppia di vasi di maiolica
Manifattura Pasquale e Carlo Rubati
Milano, 1790-1796

altezza cm 25, diametro cm 32
altezza cm 24,6, diametro cm 32,4
Stato di conservazione: entrambi riparati sull’orlo.

La coppia di contenitori portavasi – o chache-pot – di grande impatto decorativo, costituiscono un esempio, molto raro, delle produzioni della manifattura di Pasquale Rubati nel periodo di maggiore affermazione e testimonia del gusto delle grandi committenze milanesi del XVIII secolo.
Pasquale Rubati, raffinato pittore, nel 1756 apre a Milano una propria fabbrica, in concorrenza con Felice Clerici, di cui era stato lavorante. Alla sua morte, nel 1796, l’impresa continuò l’attività ancora per qualche anno sotto la direzione del figlio Carlo Rubati.

I due grandi vasi, dalla forma a campana rovesciata, di maiolica sono decorati col motivo a fioretti blu: piccoli gruppi fioriti e fogliati sono disegnati e ombreggiati con sicura rapidità. L’ornato, con queste caratteristiche stilistiche, è tipico della produzione della manifattura milanese fondata a Milano da Pasquale Rubati accanto alla chiesa di Sant’Angelo. In questi due vasi si nota nella composizione un severo rigore geometrico e cromatico, obbediente alla nuova moda neoclassica inventata da Wedgwood. Sono databili attorno al 1794, anno della morte di Pasquale. Questi potrebbe essere autore dell’accento naturalistico dell’ornato in uno dei vasi, ripreso con maggiore sintesi grafica nel secondo.
La formula decorativa, di cui si conoscono molti pezzi eseguiti in policromia a piccolo fuoco, ci guida nell’attribuzione: diversi esemplari di confronto sono conservati nelle collezioni del Castello Sforzesco (vedi R. Ausenda, schede, in R. Ausenda (a cura di), Museo di Arte Applicate. Le ceramiche, Milano 2000, tomo II, pp. 391-393, scheda n. 370). Entrambi i vasi sono stati probabilmente prodotti nel 1790, poco prima della morte di Pasquale, o poco dopo quando il figlio Carlo prende in gestione l’azienda paterna.

Le opere sono accompagnate da autentica della Dottoressa Raffaella Ausenda, storica specialista della ceramica.

Cover Photo: Fabrizio Stipari

Bibliografia:

R. Ausenda (a cura di), Museo di Arte Applicate. Le ceramiche, tomo II, Milano 2000.

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