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COLLEZIONE DI 34 MODELLI MICOLOGICI. CECOSLOVACCHIA, INIZI XX SECOLO
Collezione 34 modelli micologici

VENDUTO

Collezione di 34 modelli micologici
Cecoslovacchia, primo ventennio secolo XX.

I modelli sono realizzati con tecnica mista,
prevalentemente legno e gesso dipinto.

Misure:

Hanno un’altezza da 7 cm (il più basso)
a 14 cm (il più alto),
mentre le basi vanno da 11 x 5 cm a 10 x 5 cm.

Stato di conservazione:

ottimo: piccole mancanze alle etichette.

La storia degli studi micologici è molto complessa. Sappiamo che i funghi erano noti all’uomo fin dalla preistoria, come provano alcune rappresentazioni rupestri e i resti rinvenuti intorno alle palafitte che ne documentano il consumo. Il loro uso dovette essere legato anche alle pratiche sciamaniche e comunque all’utilizzo terapeutico. Ippocrate e Plinio il Vecchio citano i funghi nei loro scritti e in un notissimo bassorilievo di Farsalo, oggi al Louvre, due figure femminili, probabilmente legate ai misteri eleusini, recano in mano dei funghi. Nel medio Evo i miceti sono invece collegati superstiziosamente all’opera del Demonio. Nel Rinascimento i funghi sono ancora considerati vegetali privi di frutto e seme. Solo dopo i primi studi micologici, a opera di Pier Antonio Miceli (1679-1753), si aprono nuove prospettive scientifiche.
Nei primi anni dell’Ottocento la micologia è, ormai, riconosciuta scienza a tutti gli effetti e completamente autonoma rispetto alla botanica.
A differenza di quella dei vegetali, la conservazione dei funghi presentava comunque maggiori difficoltà che rendevano complessa la creazione di repertori di confronto finalizzati al loro studio e alla loro classificazione; per questo motivo la realizzazione di modelli, spesso accompagnati da tavole e incisioni, fu imprescindibile.
Le collezioni di modelli, così come per le piante, furono create a scopo didattico e documentario, per mostrare ai visitatori e agli studiosi la grande varietà di forme, colori e portamenti di molteplici esemplari provenienti anche dalle esplorazioni di terre allora poco conosciute dal punto di vista naturalistico.
I modelli servivano inoltre a illustrare anche gli aggiornamenti adottati nella classificazione e nomenclatura botanica.

Nel nostro caso si tratta di una serie cospicua di modelli micologici che riproducono i corpi fruttiferi di molti macrofunghi: tra questi al momento sono stati riconosciuti: Boletus splendidus; Lactarius rufus; Lactarius torminosus; Morchella conica; Ammanita muscaria; Boletus calopus; Boletus erythropus; Clavaria ramaria formosa; Clitocybe nebularis; Lactarius controversus; Morchella rotunda; Morchella vulgaris in due esemplari. Quasi tutti gli esemplari recano il cartellino con la denominazione attorno al gambo.
La collezione è probabilmente opera di artigiani Cecoslovacchi ai primi del XX secolo che operavano per musei botanici. I modelli di macrofunghi in gesso, per un totale di 34 modelli, sono montati direttamente su una base in legno con aggiunta, talvolta, di muschio per ricostruire l’ambiente, oltre alle sue caratteristiche morfo-anatomiche e cromatiche.

Cover Photo: Fabrizio Stipari